Business planIl termine “Life Plan” o “Life Planning” viene utilizzato soprattutto dai Coach, e quindi in ambiente aziendale, per indicare uno strumento capace di sintetizzare i contenuti e le caratteristiche del proprio progetto di vita. Credo che la sua creazione abbia preso spunto dal “Business Plan“, strumento assai più noto e oramai fondamentale per dare una forma concreta alla propria idea imprenditoriale (business idea).

Formulare uno o più obiettivi coerenti tra di loro, con i rispettivi percorsi per soddisfarli, può sembrare qualcosa di freddo e artificiale, in realtà credere che il “come” specifichi il “cosa”, significa anche dare l’opportunità a quest’attività di trasformarsi in qualcosa di molto emozionante e naturale. Naturale perché permette alla persona di generare, di causare, di agire in modo spontaneo, normale, logico, sempre per lui ovviamente, la realtà.

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Oggi voglio parlarvi proprio di questo, di una tecnica psicologica in grado di aiutare le persone a riprendere contatto con la propria vita e le sue prospettive, passate, presenti e future. Si tratta di uno strumento di mediazione artistica che utilizza una selezione di fotografie, scelte fra le tante realizzate durante la propria esistenza, come mezzo per fotografare se stessi e il mondo che percepiamo intorno a noi.

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Mappare la posizione presente della persona rispetto alla propria vita, si rivela così un ottimo strumento per vedere meglio in che direzione ci si sta muovendo oggi, con quali legami con il passato e con quali aspirazioni future. Il motivo per cui sottoporsi ad un tale processo è soprattutto quello di prendere coscienza di se e delle proprie scelte, per poterle poi rivedere e migliorare. Riprendere in mano il proprio agire quotidiano e anche un modo per pacificare la mente. Con questa nuova consapevolezza, molto spesso la persona sente di star affrontando gli aspetti che contano di più della propria vita, e ciò la rassicura. Tale auto-rassicurazione non è affatto statica anzi può essere utilizzata dalla persona come asse di equilibrio per affrontare momenti di difficoltà e tensione.  E’ come se chiarire la persona sospesa in bilico tra la vita e la morte, tra il successo e il fallimento, riuscisse a non guardare in basso e ad affidarsi a se stessa. 2014-02-02 19.28.35

Visualizzare la propria vita secondo un progetto più o meno dettagliato, può riguardare un compito scolastico, un programma di sviluppo personale, un hobby, un’aspirazione, un’interesse ricreativo,ma anche la propria vita coniugale, la relazione con i propri o altrui bambini, le preferenze di fine vita e altro ancora. Il principio guida è che oggi o domani ci possiamo mettere in gioco in modo diverso, ieri no. Oggi o domani, ho la possibilità di poter riorganizzare la mia storia nel qui e ora.2014-02-02 19.29.12

La foto del passato è un’impronta vuota, non contiene l’animale che l’ha lasciata. Attraverso un’operazione cognitiva ed emotiva è possibile, nel presente, dare un’identità nuova all’impronta, ma solo nel qui e ora. L’urlo immortalato in una foto diviene allora ascoltabile nel qui e ora. Non sarà lo stesso urlo, impossibile ripeterlo nella sua verità di allora, sarà l’urlo di oggi, portatore di differenze. Attraverso questa tecnica è possibile trasformare, grazie all’aiuto del consulente espressivo, la frase “ero così” in un “sono di nuovo presente davanti a te”, e dialogare sul come.Schermata 09-2457283 alle 19.06.56

Scherzi grafici a parte, si tratta di lavorare con il passato attualizzato o con il presente rinnovato, scegliete voi…

Autorizzarsi a riaprire la possibilità di dialogo con il passato e con la propria storia è darsi la possibilità di affrontare il presente per voltare pagina e responsabilizzarsi nella scrittura di altri capitoli. Nuove emozioni e nuovi pensieri sono alle porte basata mettersi in gioco in maniera creativa. Solo così sarà possibile riascoltare il racconto di quelle immagini e seguire quelle impronte, tracce o piste esistenziali di cui sono portatrici.

L’applicazione di questa tecnica può essere più o meno terapeutica. Tornando in azienda, ad esempio, il domandarsi, dove sono ora? Dove voglio arrivare? Come faccio arrivare? Riuscirò a far fronte alle future necessità? Può essere un modo differente per sviluppare un’analisi e un bilancio dei propri obiettivi personali, della strategia, delle competenze,  dei rischi, delle risorse e delle alternative in gioco.

Il “come” specifica il “cosa”, mi ripeto, ed io sono qui per adattarmi alle vostre esigenze: faites vos jeux.