Che l’arte e la cultura, e con essa la sua esposizione all’interno di un museo, facciano bene alla società è un’opinione di senso comune che viene sostenuta con forza da insegnanti, studiosi e appassionati di arte in generale. Tuttavia, i processi attraverso cui ciò dovrebbe accadere non sempre ricevono la stessa attenzione e spesso sono dati per scontati, come se bastasse la sola esposizione, al massimo un’interazione, per permettere un immagazzinamento dell’esperienza. Per chi, invece, crede che la funzione di un museo dovrebbe essere non solo quella di mostrarci delle cose, da immagazzinare, ma anche quella di facilitare nuovi sguardi su noi stessi e sul mondo e quindi di misurare la nostra relazione con gli oggetti esposti, la ricerca di nuove modalità diventa fondamentale.

Si tratta di un nuovo modo di intendere l’esposizione artistica all’interno di un museo che diventa “relazionale” o “trasformativo”, nel senso che favorisce uno scambio, tra le opere e il pubblico, per produrre pensieri, emozioni e azioni nel presente, che vanno oltre la conoscenza storica degli oggetti. Un esempio è quello del Mindful Museum, una modalità che sta prendendo piede, soprattutto all’estero, di applicare la Mindfulness, l’attenzione piena, alle visite museali. Un bellissimo esempio italiano è il lavoro svolto da Marco Peri, storico dell’arte e responsabile dei servizi educativi per i musei. Come vale per le “Visite Museali Gestaltiche”, l’approccio “Mindful” intende il museo come un luogo di benessere. La differenza sta nel lavoro di “Gestalten”, ossia di “mettere in forma” o “dare una struttura significante” a ciò che resta impresso in noi dopo esserci esposti, a nostra volta, all’opera d’arte. Già, perché, opportunamente sensibilizzati, guardando un’opera esposta ci esponiamo, il nostro corpo entra in risonanza, le emozioni divampano dalle percezioni e la mente inizia a vagare, lasciando emergere figure dallo sfondo.

Cosa fare con tutte queste figure, come potenziare il loro valore benefico, come trasformarle in indicazioni utili da portare nel nostro presente, questo e altro ancora è ciò che troverete partecipando a questa innovativa proposta di Psychopop, in collaborazione con la guida turistica Maria Grazia Cacciola:

VISITA MUSEALE GESTALTICA: percorsi trasformativi tra arte osservata e arte vissuta.

Un laboratorio di rielaborazione artistica dell’esperienza museale che permette al visitatore di soffermarsi e abitare ciò che è stato osservato, sentito, percepito e provato. Un modo per scoprire cosa, in quel gesto creativo dell’artista esposto, parla, non solo, della sua storia e delle sue evocazioni ma di ciò che genera in noi, punti di vista, valori, bisogni, risorse, risposte, soluzioni.

Più nel dettaglio:

  • attraverso la visita museale, condotta dalla guida turistica Maria Grazia Cacciola, sarai accompagnato alla scoperta delle curiosità artistiche e storiche che riguarderanno l’autore o l’oggetto della mostra in questione;
  • attraverso il laboratorio espressivo, condotto dallo psicologo gestaltista Gilberto Fulvi, verrai accompagnato a creare la tua opera d’arte originale e a svelare il messaggio esistenziale di cui è portatrice.

L’arte, l’artista e i materiali artistici, in questo modo, generano benessere perché riescono ad accompagnare la persona, la coppia, il gruppo o la comunità, a esplorare il mondo in cui vivono e il mondo nuovo di cui sono portatori, lasciando che immagini, pensieri e sentimenti, esplicitino gusti e modalità, soggettive e culturali, di dare senso e forma all’esistenza, forme che ognuno potrà portare nel proprio presente, trasformandolo.

Ogni essere umano è un artista perché interpreta creativamente se stesso e il suo contesto

Le visite museali da poter scegliere, tra quelle in programma a Milano, sono quelle di Max Ernst e Hieronymus Bosch, due artisti dall’incredibile potere evocativo. L’esperienza si svolgerà in due tempi, suddivisi nella stessa giornata o su due giornate, a seconda degli orari di visita disponibili o delle necessità del gruppo:

  • Prima fase, visita museale, presso il Palazzo Reale di Milano;
  • Seconda fase, laboratorio artistico presso lo Studio Mentecorpo di Milano.

L’ambiente accogliente e riservato dello Studio Mentecorpo, sito in via Segantini 69, sarà il luogo dove potrai dare forma alle tue risonanze emotive, in un contesto protetto, attraverso una varietà di materiali messi a tua disposizione.

Il percorso è aperto a tutti e non è richiesta nessuna capacità artistica e conoscenza della storia dell’arte.

Ti aspettiamo su Zoom sabato 29 OTTOBRE dalle 11:30 alle 12:30 per la presentazione online del workshop.

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