
Gilberto Fulvi
Psicologo, Formatore, Coach
Il gioco e l’arte come cura
Il gioco e l’arte sono stati la mia cura. Come te, ho cercato il mio posto nel mondo degli adulti. Desideravo sentirmi realizzato, accolto e riconosciuto. Ho seguito con serietà gli indizi che incontravo nelle aule universitarie, nell’impegno sociale e nei luoghi di lavoro. Nonostante ciò, non trovavo quel senso di soddisfazione profonda che cercavo.
La mia formazione
Ho studiato Psicologia dello Sviluppo per capire come cresciamo come persone. Con la Psicologia del Lavoro ho esplorato le dinamiche relazionali negli ambienti professionali. La Psicologia Clinica mi ha avvicinato al mondo dell’inconscio. Infine, il Coaching mi ha insegnato a trasformare la coscienza in azione concreta.
La svolta personale
A un certo punto ho deciso di mettere teoria e metodo al servizio della mia intuizione. Ho seguito il desiderio di giocare e far giocare, di creare e co-creare. Così ho riscoperto una risorsa che era sempre stata accanto a me: la bellezza del gioco e dell’arte.
Il valore del gioco e dell’arte
Giocare, esprimersi e creare seriamente emoziona e fa riflettere. Trasforma l’azione in identità. Comportamenti, credenze e sentimenti diventano punti di contatto, proprio come forme, colori, suoni e odori. Sono strumenti per orientarsi e costruire ponti, dentro di noi e con gli altri.
La nascita di Psychopop
Da questa esperienza è nato Psychopop. È un approccio transdisciplinare che parla il linguaggio della cultura di massa. Unisce profondità e leggerezza, intrattenimento e dedizione, intrecciando terapia, formazione e tempo libero.
Psychopop
PsychoPop è un servizio “Psycho”, di psicologia pragmatica e coinvolgente, in chiave “Pop”, contemporanea, espressiva e popolare.
Missione
All’interno dello scenario contemporaneo, dove il passato, come modello utile ad affrontare i problemi del presente, sembra perdere valore e il futuro sembra sempre più imprevedibile e minaccioso, PsychoPop si propone come luogo creativo e ricreativo dove rimettere in gioco le proprie certezze e trovare forme, soddisfacenti e pacifiche, di interazione personale e interdipendenza sociale.
Il fiume modella le sponde e le sponde guidano il fiume.
Come servizio socio-sanitario, PsychoPop aderisce al concetto di salute intesa come “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale che non corrisponde alla semplice assenza di malattia o infermità” (OMS, 1948).
Come servizio socio-culturale, Psychopop concepisce il benessere come soddisfazione dei bisogni personali, professionali e sociali, di individui, gruppi e organizzazioni, che si traduce nella capacità di valorizzare le identità, rafforzare la collaborazione e riflettersi in una società pluralista, inclusiva e capace di futuro.
Non vado mai a pezzi perché non sono mai tutto intero.
Visione
Diventare un punto di riferimento per il benessere e lo sviluppo dell’umanità del terzo millennio, in tutti i suoi luoghi e periodi di vita.
Vari son degli uomini i cervelli.
Valori
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Diversità: valorizzare le differenze come origine dell’informazione.
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Coerenza: allineare il sentire, il pensare, il dire e il fare.
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Affidabilità: farsi responsabili delle proprie promesse.
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Prossimità: calibrare l’azione al contesto e alle esigenze del caso.
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Maieutica: favorire processi di originalità creativa e identitaria.
Il codice etico di PsychoPop si rifà al diritto inalienabile di ogni essere vivente alla salute e al benessere, senza discriminazione alcuna sulla base della provenienza sociale, sesso, età, religione, condizioni materiali, etnia o ideologia politica.
Le persone sono più baciabili quando non sono truccate.
La storia della psicologia Pop!
Le origini del termine “psicologia”
Nel 1500 nacque il termine “psicologia”, così come lo intendiamo oggi, che solo nell’Ottocento divenne una disciplina scientifica autonoma, distinta dalla filosofia e dalla medicina. Da allora, il suo riconoscimento all’interno delle scienze umane ha ottenuto un interesse sociale crescente per il suo valore nello studio del comportamento.
Il concetto di “Pop”
Negli anni ’50 nasce il termine “pop”, dall’inglese “popular”, utilizzato per descrivere produzioni artistiche di massa. Ha le sue radici nella musica folk e nel rock and roll, e diventa il cappello sotto cui rientra la “pop music”. Negli anni ’60 si diffonde anche grazie alla “pop art”. In Italia, viene adottato per indicare nuovi generi musicali in modo più moderno rispetto alla definizione di “canzonette”.
Il pop valorizza l’ordinario, anche il banale o il kitsch, trasformandolo in linguaggio condiviso – spesso con ironia e leggerezza, ma anche con una sottile critica culturale.
La psicologia popolare
La psicologia popolare, in senso culturale e intellettuale, emergere grazie a figure come Freud, il quale iniziò a pubblicare opere rivolte a un pubblico non specialistico, anche se elitario.
Tuttavia, la vera esplosione “pop”, avviene solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, prima negli Stati Uniti, poi in Europa. Infatti, in quel periodo, la psicologia inizia a essere utilizzata per sostenere la produzione industriale, la salute dei militari e l’educazione familiare e scolastica. Di conseguenza, arriva ben presto alla comunicazione di massa e diventa popolare. A quel punto, tutti ne parlano e nascono approcci come le terapie brevi, la psicologia umanistica, il self-help e il marketing. Parole e concetti come inconscio, tabù e complesso di Edipo entrano nel nel linguaggio quotidiano, contaminandolo e contaminandosi.
La psicologia oggi
Oggi, la psicologia contemporanea circola liberamente dentro e fuori il mondo accademico, sostenendo sia tesi contro-culturali che istituzionali. Tuttavia, questa libertà ed estrema eterogeneità lascia aperta la sfida dell’integrazione tra luoghi, approcci e professioni, spesso in competizione tra loro.
“…il vero impatto della psicologia si farà sentire, […] attraverso i suoi effetti sul pubblico in generale, attraverso una nuova e diversa concezione pubblica di ciò che è umanamente possibile e ciò che è umanamente desiderabile”.
— George Armitage Miller (1969)
Opportunità e ambiguità
Il rischio di una psicologia usata come semplice cuscinetto è quello di ridurla a strumento di prevenzione e pace sociale, perdendo la sua potenziale forza politica e culturale. Invece di aprire spazi di libertà e coesistenza, finisce per addestrare gli individui ad adattarsi a sistemi collettivi disfunzionali, trasformando il disagio in un problema privato.
In assenza di dialogo tra psichiatri, psicoterapeuti, counselor, coach, educatori, ecc., l’ambiguità del termine psicologia cresce. Ma forse è proprio questa ambiguità la sua vera potenza: la possibilità di essere usata da tutti, sia per conservare l’ordine che per ribaltarlo.
La nascita di PsychoPop
In questo scenario, nel 2015 nasce PsychoPop, come spazio d’azione, ascolto e riflessione per una psicologia d’avanguardia, in cui:
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Favorire una trasformazione culturale e relazionale che aiuti individui e collettività ad affrontare la vita con più armonia, fiducia, connessione e senso.
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Rendere accessibili i concetti psicologici – vecchi e nuovi – facendoli uscire dalle università, scuole di specializzazione, laboratori di ricerca e studi privati.
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Fare chiarezza sulla relazione di aiuto, citando le fonti dei suoi contenuti, contrastando semplificazioni fuorvianti e promuovendo uno sguardo critico e consapevole sulle molteplici fonti di guarigione e auto-guarigione oggi disponibili.
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Abilitare la psicologia popolare come patrimonio psico-socio-culturale condivisibile, transdisciplinare, ecumenico, ecologico e sostenibile.
“La gente arriva a credere non sulla base di prove, ma in base a quello che trova attraente.”